IL PICCOLO 10/12/2014 – Via Margherita, gli inquilini scrivono agli USA e GB

IL PICCOLO – tratto da Internet IL PICCOLO

Via Margherita, gli inquilini scrivono agli Usa

Lettera ai consolati per rivendicare la proprietà degli alloggi. Palazzo Galatti: quelle case sono nostre

10 dicembre 2014

Una vicenda lunga e ingarbugliata che ora è finita addirittura sul tavolo del Consolato generale britannico e di quello degli Stati Uniti d’America. È la querelle che ha per oggetto una quarantina di appartamenti situati in via Margherita, di cui sei sfitti: sono quattro palazzine realizzate nel 1949 con il contributo del Governo Militare Alleato.

Il problema riguarda la proprietà degli alloggi: da una parte ci sono gli inquilini che ne rivendicano il diritto in base alla delibera 689 del 1952, che «prevedeva dopo 50 anni il trasferimento di proprietà degli alloggi agli inquilini». Dall’altra c’è la Provincia che si ritiene a tutti gli effetti proprietaria degli appartamenti, costruiti per i dipendenti dell’ente, ed è altresì pronta a metterli in vendita agli stessi inquilini a un prezzo che oscilla tra i 70 ed i 100 mila euro. Una vera battaglia legale che, tra carte bollate e sentenze di Tribunale, si trascina da decenni. Ecco che allora il rappresentante degli inquilini Bruno Zonch ha preso carta e penna e ha portato a conoscenza del fatto i due Consolati, peraltro senza ottenere risposta.

«Non ci arrendiamo, siamo pronti a interessare della questione anche le rispettive Ambasciate nonché le Nazioni Unite» – minaccia Zonch -. «Non domandiamo la carità ma vogliamo solo il riconoscimento dei nostri diritti: siamo di fronte a una vicenda cinica e paradossale che si consuma nell’indifferenza e nell’arroganza. La Provincia continua a negare una verità dei fatti incontrovertibile supportata da documentazioni che peraltro sono in suo possesso». Le tesi di Zonch si basano sul fatto che il Gma aveva previsto che la Provincia fosse l’amministratore di un mutuo concesso per la realizzazione delle palazzine (oltre a quelle di via Margherita, anche altri appartamenti di viale Sanzio e via Donatello per un totale di 130 alloggi) e che attraverso il pagamento di un canone per “contratto di locazione con patto di futura vendita”, gli inquilini, una volta estinto il debito, sarebbero dunque diventati a tutti gli effetti proprietari degli stessi. La sentenza di primo grado e quella d’appello hanno riconosciuto che le modalità del canone di locazione andavano inquadrate come “canone sociale” e non come “equo canone”, in quanto si tratta di alloggi di edilizia residenziale pubblica, ma non la proprietà degli appartamenti. L’ultima parola spetterà alla Cassazione.

Gli inquilini lamentano inoltre il cattivo stato di conservazione degli alloggi e la scarsa manutenzione. «I gradini sono dissestati, l’erba cresce ovunque» – spiega Zonch -. «Sono trent’anni che chiediamo l’installazione di un ascensore: qui ci sono moltissimi anziani che hanno difficoltà a muoversi e ormai hanno rinunciato a uscire di casa».

Diversa la versione di Palazzo Galatti: «La Provincia ha costruito queste palazzine con fondi propri e le ha messe a disposizione dei dipendenti che pagano il fitto. Punto e basta» – precisa Mariella De Francesco, assessore provinciale al Patrimonio -. «Non erano mai state né case a riscatto né alloggi di servizio, tanto che erano state accatastate come case di civile abitazione». E adesso cosa succede? «Le abitazioni sono state frazionate e accatastate e saranno messe in vendita a iniziare da quelle sfitte» – conclude De Francesco -. «Per le altre ci saranno delle proposte di prelazione per gli inquilini: se poi per diversi motivi non saranno accettate, gli alloggi resteranno lì come sono vita natural durante».

Pierpaolo Pitich

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Dopo l’articolo del 2013 ora l’articolo del 2014, quasi due anni dopo, e la trasmissione su TELEQUATTRO del 22/01/2015 la questione è ancora aperta.  Ma forse non sono stati letti gli ORDINI del G.M.A. Nr 117 e Nr. 222, specialmente in merito alla forma di finanziamento a fondo perduto concesso dal G.M.A. totalmente accettato e richiamato nella Delibera 689 del 1952 più volte menzionata.  E poi si vadano esaminare i contratti stipulati nel 1952 con gli assegnatari degli alloggi dove viene menzionata la Delibera sul risultato della graduatoria di assegnazione che discende dalla originaria Delibera 689 del 1952. Forse la sig.ra Mariella De Francesco non ha esaminato attentamente questi documenti. Per una sintesi della questione si possono consultare nel BLOG gli articoli sulla GIUSTIZIA MANCATA o no? Caso reale GIUSTIZIA MANCATA non si coglie il senso.

Adesso il caso strano di Via Margherita non dovrebbe essere così strano e sconosciuto, vero!?

Una considerazione sul fatto che le case sono state costruite con i fondi propri della Provincia, come dichiarato, potrebbe essere vero che i fondi sono stati anticipati dalla Provincia di Trieste per la costruzione e dopo aver adempiuto a tutti gli obblighi imposti dal G.M.A. ed aver dimostrato il rigoroso rispetto il G.M.A ha erogato alla Cooperativa dei dipendenti della Provincia di Trieste l’importo a fondo perduto promesso che la Provincia ha incassato. La volontà del G.M.A. emerge dagli Ordini citati di dare ai dipendenti soci della Cooperativa dei dipendenti della Provincia l’alloggio in proprietà nella forma del pagamento della residua quota di una parte dell’investimento (comprendente quote di ammortamento, manutenzione ordinaria e straordinaria, tributi e oneri vari, eccc…)  in forma di mutuo di 50 anni e cioè proprietà dal 2002.

Quindi proprietà va ai soci della Cooperativa e non alla Provincia di Trieste.

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