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A.T.E.R di Trieste NON riconosce SENTENZE Tribunali italiani e Corte di Cassazione

A.T.E.R. di TRIESTE NON RICONOSCE SENTENZE ITALIANE !!!! Case ex G.M.A. a Trieste 

A.T.E.R di Trieste in persona del Direttore pro-tempore ing. F.K. con lettera Prot. 0013466/2020 in uscita del 10/06/2020, al sollecito di dar corso alle sentenze del Tribunale Civile di Trieste n. 652/2010 e sentenze della Corte di Cassazione n. 25602/2016 e n. 24083/2017, afferma “che dalla lettura non si rinviene alcuna situazione relativa alla condanna al pagamento della somma richiesta e pertanto non è possibile dar corso al pagamento alcuno”.

…… poi “si rileva che A.T.E.R. pare essere del tutto estranea rispetto alla percezione degli importi di cui oggi si vorrebbe pretendere la restituzione.

BELLA SCUSA SENZA NESSUNA BASE GIURIDICA!!! si vedano i DOCUMENTI nel BLOG!!

Sicuramente la MEMORIA CORTISSIMA dell’A.T.E.R. di Trieste non ricorda la STORIA dal 1947 in poi oramai ben conosciuta con gli atti alla GIUSTIZIA ITALIANA, CORTE DEI CONTI F.V.G., CORTE DEI CONTI DI ROMA, CORTE DI CASSAZIONE, CAMERA DEI DEPUTATI, AMBASCIATA U.S.A. a Roma, AMBASCIATA G.B. a Roma, REGIONE F.V.G., COMUNE DI TRIESTE, COMMISSARIO per T.L.T., il PREFETTO, PROVINCIA di TRIESTE, ecc…. e ovviamente i primi attori GOVERNO MILITARE ALLEATO G.M.A. e relativi successivi organi amministrativi TUTTI, senza dimenticare poi numerosi ARTICOLI dei giornali e TV.

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Ecco quanto scrive IL PICCOLO il 1. Dicembre 2017 articolo di Gianpaolo Sarti:

Case ex Gma, 880mila euro agli inquilini

Sentenza della Cassazione a favore delle famiglie di via Margherita: troppo alti gli affitti imposti dall’ex Provincia di Trieste

LINK all’articolo originale:

https://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2017/11/30/news/case-ex-gma-880mila-euro-agli-inquilini-1.16183802

Il primo round del braccio di ferro sull’annosa vicenda delle case di via Margherita va agli inquilini. Dopo anni di battaglie in Tribunale, una sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che l’ex Provincia, che rivendica sia la proprietà degli immobili che l’ammontare delle quote di affitto richieste agli occupanti, dovrà sborsare ben 880mila euro (Nota: da verificare, calcolare e aggiornare a cura dell’ultimo Amministratore e/o proprietario pro-tempore) per una quarantina di famiglie che abitano ai civici 4, 4/1, 4/2 e 4/3. Sono circa 30mila euro a testa.

Si tratta delle locazioni che l’ente pubblico (Nota: Provincia di Trieste) ha incassato dal 1978 applicando un affitto ritenuto illegittimo: di fatto superiore a quanto dovuto abitualmente per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Secondo la Cassazione andava imposto, invece, il canone sociale. Di qui la richiesta di restituzione delle differenza.

Le palazzine di via Margherita sono quattro in tutto, costruite dopo la Seconda guerra mondiale con il contributo del Governo militare alleato, per un totale di 40 appartamenti. La disputa giudiziale però va ben oltre: vede da un lato l’ex Provincia di Trieste (le competenze sono passate alla Regione), che si ritiene proprietaria degli immobili, e dall’altro gli attuali condomini che, con accurate ricerche tra vecchi documenti e norme, tentano di dimostrare che all’ex Ente spetta solo un ruolo puramente amministrativo (Nota: i ricorrenti reclamano la proprietà). Il botta e riposta si è finora protratto a colpi di ricorsi e controricorsi. Ma sugli affitti, intanto, i condomini possono cantar vittoria.

È sulla proprietà che la partita resta aperta. Le case erano state costruite nel 1952, come detto, con un contributo a fondo perduto concesso dal Governo militare alleato a una cooperativa edilizia tra dipendenti dell’amministrazione provinciale. La Provincia sostiene, invece, che quel contributo non è stato dato alla cooperativa, bensì all’ente stesso. E così si è intestata la proprietà immobiliare. Ma nel ’52, stando agli accertamenti sui documenti, gli inquilini (tutti dipendenti della Provincia e appartenenti alla cooperativa edilizia) hanno firmato un contratto di locazione, approvato dal Gma, che prevedeva un «patto di futura vendita». Le case, che costavano 85 milioni di lire in tutto, andavano così saldate: il Governo militare assegnava 52 milioni, mentre i restanti 33 milioni sarebbero stati pagati dalle famiglie con l’affitto, che infatti conteneva il mutuo.

Lo scontro si è giocato proprio su questo aspetto: carte alla mano, le persone si sono sempre battute sostenendo che l’affitto richiesto includeva pure quel patto di «futura vendita». Tradotto: dopo aver saldato l’ultima rata, quella del 2002, chi vive negli alloggi sarebbe potuto diventare a tutti gli effetti il possessore dei palazzi. Una versione che però, come emerso, la Provincia ha sempre respinto.

Quello della proprietà è un nodo ancora da sciogliere in Tribunale. Risolto, invece, il problema dell’affitto con la sentenza della Cassazione che dà diritto alla restituzione dell’eccedenza che i condomini hanno sborsato fino a oggi.

«Ma – obietta B. Z., presidente del Comitato degli inquilini – è importante che venga stabilito che quanto richiesto non è solo un “canone sociale”, ma è un “canone con patto di futura vendita” e questo – precisa – implica la proprietà. Perché chi paga un mutuo è, ovviamente, anche proprietario. Io ho reperito una serie di documenti all’Archivio di Stato in cui si conferma che la Provincia finora ha detto di tutto e il contrario di tutto. Ora però sembra che possiamo incassare la cifra dovuta, quella pagata in più».

Ma la battaglia più importante, su chi potrà intestarsi gli immobili, è sempre in corso. E si trascina da trent’anni. «Ora ricorriamo al Consiglio di Stato – conclude il presidente del Comitato – anche se adesso c’è un ulteriore problema: la Provincia è stata abolita e gli immobili sono passati alla Regione. Che, a sua volta, li ha dati all’Ater. Chi pagherà? Chi è il proprietario?».

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Ovviamente bisogna approfondire e leggere tutti i documenti e non rispondere in modo che per ENTE PUBBLICO (Nota: ultimo oggi di una catena di passaggi!!) non è AMMESSO ed è PASSIBILE di MISURE da ENTI di CONTROLLO in accordo alla LEGGE.

Sic Sic Sic Sic Sic 

UN PICCOLO RINFRESCO fa sempre BENE, i DOCUMENTI COMPLETI sono in mano alla GIUSTIZIA e ENTI interessati:

Richiamata la lettera di data. 18.05.2018 del Presidente del “Comitato Inquilini degli stabili della Provincia di Trieste” inviata al Direttore Generale dell’ ATER dott. A. I., con oggetto:

*TRASMISSIONE Dl N. 12 CONTRATTI Dl LOCAZIONE “CON CANONE CON

PATTO Dl FUTURA VENDITA” DA PARTE DEI SOCI DELLA “COOPERATIVA EDILIZIA

FRA DIPENDNETI DELL’AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE Dl TRIESTE” di via Margherita nn. 4/, 4/1, 4/2 e 4/3

*assegnatari di 12 ALLOGGI provinciali in base alla deliberazione n. 1308/1952 , con oggetto:

Assegnazione degli alloggi delle nuove case costruite dalla Provincia per i propri dipendenti in via Margherita — MODIFICA DELLA DELIBERAZIONE N. 689/D/52 in base al combinato disposto:

*dell’ art. 2 e 49 del “Regolamento per la locazione e l’uso delle case di proprietà della Provincia di Trieste” (Cass. Sentenza n. 6158196 — causa C. M. dipendente provinciale locataria di alloggio in via Margherita – Provincia di Trieste, – che scrive:

“Sul piano più propriamente giuridico ha ritenuto in virtù del menzionato

Regolamento superiore alle norme codicistiche

*dell’ art. IVO e Vo dell’ Ordine n. 117/49 del G.M.A.

*dell’ art. I° . II 0 capoverso dell’ Ordine n. 222/49 del G.M.A.

*dell’art. I – Sezione 1 dell’Ordine n. 150/50 del G.M.A.

*dell’ art. VI O dell’ Ordine n. 161 del G.M.A.

*dell’Avviso n. 15 del G.M-A.

*dell’Avviso n. 26 del G.M.A.

*dell’art. 4 lett. e) dello Statuto della “Cooperativa edilizia fra dipendenti dell’Amministrazione provinciale di Trieste”

“l Soci sono obbligati a pagare anticipatamente puntualmente rate per l’acquisto in proprietà della casa assegnata in termini e nei modi fissati nell’atto di assegnazione deliberazione n. 689/D/52 e 1308/D/52 e nel contratto di mutuo edilizio individuale corrispondente alla misura del canone di locazione quantificato dalla deliberazione n. 689/D/52.

Si richiama qui in proposito la lettera dell’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale di Trieste dd. 23.05.2018 indirizzata al Presidente del Comitato Inquilini Z. rag. B. con il seguente testo:

“Si riscontra la cortese nota dd. 18 maggio 2018, ringraziando per la documentazione trasmessa, per la verità già in gran parte conosciuta da Ater, in particolare per le copie fotostatiche di alcuni originari contratti di locazione. Da una prima lettura di tali ultimi per Ater nuovi  — documenti — risultano con sufficiente chiarezza disciplinati rapporti di locazione semplice e non di locazione con patto di futura vendita.”

Un tanto è stato comunque inoltrato ai competenti uffici per ogni opportuno approfondimento e non si può dire che la materia del contenzioso non sia ampiamente nota anche se Direttori pro-tempore variano.

Si sollecita qui all’ATER in base alle disposizioni del Regolamento per la locazione e l’uso delle case di proprietà della Provincia di Trieste del 1968 le risultanze degli opportuni approfondimenti effettuati dai competenti Uffici dell’ATER e dare corso alle sentenze menzionate. Ovviamente sarà onere del’ENTE ULTIMO cioè A.T.E.R. di Trieste, depositario di tutta la documentazione ereditata da Enti precedenti, a ricalcolare ESATTAMENTE quanto è stato pagato in ECCESSO dagli inquilini rispetto a quanto le sentenze e DOCUMENTI ORIGINALI TESTIMONIANO che invece è stato disatteso dall’Amministrazione della ex Provincia di Trieste e successivi.

Per una rapida carrellata si richiamano i DOCUMENTI:

La DOCUMENTAZIONE dal 1947 in poi:

http://stranocasoviamargherita.altervista.org
e poi
http://margheritatsdocumenti.altervista.org

IL CONTRATTO di assegnazione del 1952 e fate attenzione alla DELIBERA 1308/D del 17 giugno 1952 citata nell’ ATTO che fa in sostanza riferimento alla DELIBERA N° 689 del 25 marzo 1952 citata in inglese e italiano dal G.M.A. Il concatenamento è OVVIO per chi legge i DOCUMENTI veri. Si ricorda che la Delibera 1308/D corregge la graduatoria del concorso degli aventi diritto e non modifica la sostanza dell’ATTO N° 689 del 25 marzo 1952:

http://stranocasoviamargherita.altervista.org/index_file/Page389.htm

Ecco una sintesi e si invita il lettore a consultare articoli meno recenti nel BLOG per comprendere il caso che risale ai tempi dopo la IIa Guerra Mondiale a Trieste dal 1947 ad oggi non definito.

Va ricordato che gli inquilini del 1952 sono triestini che hanno ricevuto l’immobile con regolare Concorso e relativo Contratto di assegnazione e molti si sono prodigati per la liberazione prima e ricostruzione poi del territorio danneggiato dalla guerra.

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Pubblicato da blogstelle

Cittadino interessato alle attualità